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Presenza umana sul
territorio e cenni storici
La Liguria del Levante abbonda di minerali di
rame. I giacimenti più significativi si trovano nell’entroterra di
Sestri Levante con affioramenti nei dintorni di Libiola, di Bargone
, del torrente Bargonasco e a monte Loreto nel territorio di Masso.
Tracce dell’Età del Rame sono state individuate infatti nella Tana
delle Fate ed anche nelle sue vicinanze nella piccola grotta
denominata Prima Ciappa.
Proprio in quel luogo sono stati recuperati una decina di individui,
databili dall’Eneolitico all’Età del Bronzo.
Ritrovamenti collocabili al periodo del Bronzo “finale” (XII e IX
sec. Avanti Cristo) sono avvenuti a Loto, un manico di piccone è
stato invece ritrovato in un cunicolo della miniera di Libiola. Non
a caso l’abitato di Loto si trova su un percorso di crinale che
anticamente collegava la zona mineraria di Libiola con la piana
alluvionale dell’Entella.
Tracce di popolamento dell’Età del Bronzo sono state individuate
nella valle del Frascarese, nel territorio di Castiglione Chiavarese.
A Porciletto, nel comune di Mezzanego, sono stati localizzati in
riporti di terreno reperti di ceramica a impasto anch’esse traccia
dell’Età del Bronzo. |
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Il sito mineralogico
di Libiola |
Dopo la conquista romana, verso la fine del
periodo “imperiale”, si verifica il ripopolamento della montagna
ligure.
Ritrovamenti di superficie ne danno conferma. Dalle vallate di
Sestri Levante alle zone di Pontori e Statale in val Graveglia, sino
a Porciletto in valle Sturla, la presenza romana è quasi tangibile.
Nei pressi di Statale le campagne archeologiche (svoltesi dal 1994
al 1996) hanno rilevato la presenza di un insediamento rustico
romano di estrema importanza con strutture ben conservate.
Vicino a Porciletto sono state reperite strutture abitative datate
dal I avanti Cristo sino al V dopo Cristo.
Caduto l’Impero Romano d’Occidente e stabilitisi sul territorio i
Bizantini, sui monti dell’entroterra di Sestri Levante si estese il
limes che impediva la conquista della Liguria Marittima da parte dei
Longobardi che però si impadronirono del territorio nel corso del
VII secolo.
Dopo il periodo della dominazione “franca” e con l’istituzione delle
“marche” questa zona entrò a far parte della Marca Obertenga e
proprio in questi luoghi correva l’incerto confine tra il Comitato
Genovese e quello Lunense tra la Diocesi di Genova e quella di Luni.
Lo “sfaldamento” delle marche lasciò spazio, dal secolo XI, alle
varie signorie territoriali come quelle dei Nascio, dei Lagneto, i
Passano, i Vezzano ed infine dei conti di Lavagna che ebbero la
preminenza sugli altri.
Il dominio dei Fieschi, appartenenti ad un ramo dei Lavagna, si
estese nonsoltanto nell’entroterra ligure ma anche in quello
parmense.
Storia di tenzoni, tensioni e strategie…….ovvero quando le vicende
si intrecciano con gli “interessi”
Proprio gli interessi della potente famiglia feudale (i Fieschi) non
potevano non contrastare con quelli della Repubblica di Genova nel
suo espansionismo politico nella Riviera del Levante.
Negli anni 1110 e 1113 i Genovesi occuparono alcuni castra dei conti
e nel 1132 il Comune stipulò alleanze con i Da Passano e i Malaspina
per accerchiare politicamente la Contea di Lavagna. Si trattava di
un dominio territoriale ed economico molto importante.
La contea ricalcava il comprensorio delle valli di Sestri Levante.
Dalla cappella delle Lame il confine scendeva in valle Sturla
lambendo la parte inferiore della val Fontanabuona presso Caregli e
San Colombano Certenoli, per arrivare sino al mare tra Zoagli e
Chiavari. Lungo la costa oltrepassava la Bimare (Sestri Levante)
risalendo per Massasco sino a Varese Ligure ed al Passo di
Centocroci. Si trattava (e si tratta) di un territorio montuoso con
tre sistemi di valli convergenti (Fontanabuona, Sturla e Graveglia)
e con due vallette di tipo costiero (Gromolo e Petronio) che
convergono nella piana di Sestri Levante. Lungo queste vallate
passavano (e passano) tutte le diverse vie di comunicazione tra il
centro della regione e il Levante.
Il dominio venne confermato ai conti in un “diploma” di Federico I
Barbarossa nel 1161: i Fieschi divennero così diretti feudatari del
Sacro Romano Impero. Tutto ciò non li salvò dalle continue ingerenze
di Genova. In seguito a conflitti e occupazioni di castelli nel 1133
e nel 1138 i conti dovettero giurare fedeltà alla Compagna Genovese.
Nel corso dei secoli XII e XIII la contea di Lavagna venne erosa
dall’avanzata genovese e i conti si trasformarono in Vassalli della
Repubblica.
Nel secolo XIII i Fieschi, divenuti il ramo più vitale dei conti,
ebbero in famiglia due Papi: Innocenzo IV che fece costruire la
Basilica di San Salvatore di Cogorno e Adriano V.
Tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo Genova occupò
stabilmente sia la costa che l’entroterra; nel 1206 Sestri Levante
fu elevata al rango di Podesteria che comprendeva gran parte del
territorio dei conti di Lavagna. |
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