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La Spezia
è diventata sede di provincia agli inizi dello scorso secolo e oggi la città resta ancora il Comune del Golfo più industrializzato e attivo commercialmente, anche se i settori della vecchia industria legati allo sviluppo dell’Arsenale Militare Marittimo sono abbastanza in crisi, tanto da far prospettare un futuro caratterizzato dalla riconversione di alcuni siti produttivi e l'avvio di un processo di terziarizzazione dell’economia. Un processo che, tra l’altro, porrà La Spezia di fronte alla grande sfida della società della comunicazione e dell’informazione.
La sua posizione strategica ed il ruolo della logistica nella dialettica global-local avranno senza dubbio una certa rilevanza nei prossimi cambiamenti che la città si appresta a portare avanti. D’altronde, è la medesima sfida che anche Genova sta affrontando.
A parte la connotazione industriale e militare, come tutte le località liguri La Spezia ha un'anima turistica e offre ai suoi visitatori itinerari che toccano luoghi di culto, musei, edifici storici e altro ancora. Tra le chiese spiccano quelle di Santa Maria Assunta e dei Santi Giovanni e Agostino, oltre a quelle dei Santi Andrea e
Cipriano, di San Francesco e la cattedrale di Cristo Re. Tra gli edifici degni di nota abbiamo Palazzo
Biassa, Palazzo Oldoini e il Palazzo dell’Ammiragliato. Vi è il Castello di San Giorgio, mentre le zone della città più significative sono senz’altro Piazza Cavour, Piazza d’armi ed il Parco della Rimembranza. Per concludere la nostra carrellata, non possiamo non soffermarci sul poderoso Arsenale Militare Marittimo, ma anche sul bellissimo e frequentatissimo Museo Navale, senza parlare dello stesso Porto mercantile.
Il Golfo di La Spezia è stato celebrato ed immortalato da numerosi artisti, unanimemente impegnati a consegnare all’immaginario collettivo il ritratto di una zona che sarà poi conosciuta come Golfo dei Poeti.
Nonostante i molti numi tutelari, il magnifico e suggestivo golfo ha rischiato di essere trasformato in un acquitrino... se non in una vera e propria prateria. Sembra proprio che nel 1640 la Repubblica di Genova avesse pensato addirittura di interrarlo, deviando il corso del fiume Magra. Autore dello strampalato progetto fu Marco De Franchi, nobile genovese e dilettante studioso di materie economiche e politiche. La storiografia ha stabilito che l'idea di un interramento del Golfo era dovuta a ragioni militari, poiché eliminando un approdo a Levante si sarebbero ridotte le le possibilità di attracco per navi nemiche. Il progetto alla fine non ebbe seguito; dimenticato per fortuna in un cassetto, viene rispolverato solamente come curiosità storica.
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